martedì 28 maggio 2013

Un'anticipazione per Geografia di III

 
Rotte del traffico aereo rappresentate graficamente in base alla frequenza dei voli
da Michael Markieta, estratto da "La Repubblica":
 
 
 
 
 

domenica 12 maggio 2013

alberodelsapere featuring Umberto Eco

Come scrivere bene, di Umberto Eco

Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando ne...cessario.
Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
Esprimiti siccome ti nutri.
Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.
Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
Non generalizzare mai.
Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
I paragoni sono come le frasi fatte.
Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
Solo gli stronzi usano parole volgari.
Sii sempre più o meno specifico.
L'iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
Metti, le virgole, al posto giusto.
Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
C’è davvero bisogno di domande retoriche?
Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo,l’autore del 5 maggio.
All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
Cura puntiliosamente l’ortograffia.
Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che una frase compiuta deve avere.

lunedì 29 aprile 2013

ANALISI LOGICA (PER CHI NON L'AVESSE ANCORA CAPITA)

Provo a suggerire una tabella per analizzare le frasi semplici (escludendo per il momento i complementi indiretti e concentrandosi su predicato nominale / verbale e su frase attiva / passiva)

Provate a copiarla sul quaderno e a usarla come falsariga per l'analisi.


1.      Se c’è un predicato nominale lo scompongo in copula e nome del predicato
2.      Se trovo attributi o apposizioni li inserisco nella casella del sintagma a cui appartengono
3.      CANCELLO CON UNA SBARRA TUTTE LE CASELLE CHE NON MI SERVONO

Soggetto
Il verbo indica un modo di essere del soggetto
Il verbo è intransitivo / transitivo attivo / transitivo passivo / transitivo riflessivo
L’azione di cui si parla è compiuta da
Predicato verbale
Predicato nominale
Copula
Nome del predicato
Complemento oggetto
Complemento di agente o di causa efficiente  
















































giovedì 24 gennaio 2013

Ancora curiosità geografiche per la II A - anche questa in costruzione

Qui vediamo il funzionamento del sistema di chiuse del canale di Panamà.


https://www.youtube.com/watch?v=pS60fPZsT5U

Le stesse chiuse in una settimana di lavoro

https://www.youtube.com/watch?v=FfOGWDwkN68

E qui si vede il percorso intero (molto accelerato: in realtà ci vogliono da 4 a 5 ore)

http://www.youtube.com/watch?v=fA-pnN54uPw


La sfilata dei pastori bernesi

https://www.youtube.com/watch?v=84b99ca5jvk


Qui il comportamento degli orsi polari quando si avvicinano troppo alle case e ai centri abitati:

 alle Svalbard

https://www.youtube.com/watch?v=cCRlul2kpr0

o in Canada

https://www.youtube.com/watch?v=I3jv7lETmkA





mercoledì 23 gennaio 2013

COME AFFRONTARE IL TEMA - Pagina in costruzione


PARTE I - IO E IL FOGLIO BIANCO

1)           Qual è il mio primo pensiero di fronte al tema?
2)           Come mi gestisco il tempo?
3)           Quanto scrivo?






TRUCCHI PER IL PUNTO N. 1
A)          Leggere attentamente il titolo e individuare l’argomento
B)           Mi faccio domande sull’argomento
C)           Scrivo una scaletta o schemino (anche di sole domande)
D)         Se proprio non so da dove cominciare, uso le 5W: chi – cosa – dove – quando – perché.

INSERIRE TRUCCHI PER IL PUNTO 2 E IL PUNTO 3 




PARTE II - IO E IL FOGLIO SCRITTO

Crocetta gli aspetti del tema sui quali pensi di avere problemi

V = nessun problema
X = problemi
XX = gravi problemi

ORTOGRAFIA
PUNTEGGIATURA
LESSICO
STRUTTURA DELLA FRASE
CHIAREZZA DEL DISCORSO
RISPONDENZA ALLA TRACCIA
CONTENUTO
STRUTTURA DEL CONTENUTO
PARTI SPECIFICHE DEL CONTENUTO (ad es. la conclusione)

lunedì 21 gennaio 2013

La mia preferita

Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi ch'or ne son sì scarsi;

e 'l viso di pietosi color farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i' che l'esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di subito arsi?

Non era l'andar suo cosa mortale
ma d'angelica forma, e le parole
sonavan altro che pur voce umana;

uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch'i' vidi, e se non fosse or tale,
piaga per allentar d'arco non sana.

1) ...di chi sarà mai?

2) Che significa RVF XC?

3) Chi comincia la parafrasi?


I capelli biondi erano sciolti al vento,
che li attorcigliava dolcemente,
e ardeva tantissimo la luce stupenda
dei suoi begli occhi che ora splendono meno;

e mi sembrava che il suo viso impallidisse,
anche se non ne sono (ero) certo:
non c’è da stupirsi se io,
che nel petto avevo una scintilla d’amore,
all’improvviso mi innamorai (avvampai d’amore)

Il suo modo di muoversi non era terrestre (umano, mortale),
ma sembrava angelico (quello di un angelo),
e le sue parole suonavano tutt’altro che umane;

quello che vidi fu uno spirito celeste,
una stella vivente (un sole che cammina tra noi),
e se il tempo l’ha cambiata (e lei non è più quella di allora)
non è diminuito il mio amore (anche se l’arco ormai ha scoccato la freccia
da tanto tempo, la ferita in me non guarisce).

Parafrasi eseguita da: Mo.El., Al.Va., Fr.Ve, La.Be., So.Li, Ke.Lo, Va.Lo., Ga.Ma., El.Ve. e profscarponi.